Brooklyn.

Ieri sera, stavo vedendo la Tv (raro, non lo faccio quasi mai), mentre stavo saltando tra i vari canali, mi trovo davanti “Brooklyn”, un film uscito nel 2015 e personalmente parlando un capolavoro.


Quando l’ho visto il mio cuore è tornato indietro di anni, mi ero ripromesso di non rivederlo mai più. Purtroppo è legato a un periodo molto triste della mia vita e avevo deciso di lasciarlo nei miei ricordi felici.

Tuttavia, mi sono detto: “vediamo se tutti questi anni passati ad allenarmi sono serviti a qualcosa”. E se pur devo ammettere che una lacrima (forse qualcosa di più) è scesa, sono riuscito a rivederlo tutto. Credetemi un passo in avanti enorme, qualche anno fa non sarei riuscito a pronunciare neppure il nome del film.

Ora, non metto in dubbio che ci saranno film considerati più grandi, più importanti, ma personalmente parlando Brooklyn rientra in quella lista di film che considerato una meraviglia. Ho riassaporato ogni minuto, ogni frase e ogni istante di questo film. Cosa dire di Saoirse Ronan (Attrice che adoro) illumina lo schermo in una performance che prende un pezzo del tuo cuore.

Ambientato nel 1952, il film vuole raccontare l’esperienza degli immigrati attraverso gli occhi di Eilis Lacey (Ronan), una ragazza timida la cui vita nell’Irlanda economicamente a corto di risorse la sta uccidendo dentro. Come stanno sperimentando molti giovani oggi, Elilis può essere un “peso” a casa per sua madre e sua sorella oppure può fare la scelta di salire su una nave verso New York e cercare di guadagnarsi da vivere in una terra straniera.

Diretto in modo abile e commovente da John Crowley, il film rende palpabile la solitudine di Eilis mentre si trasferisce in una casa gestita con mano ferma da Ma Kehoe (un’esuberante Julie Walters). Una parte del film che ho molto apprezzato è quando emerge tutta la nostalgia di Eilis verso casa e la famiglia.

Ma con l’aiuto di un prete (Jim Broadbent) e di un’empatica direttrice di sala (Jessica Paré) nel grande magazzino dove lavora ma soprattutto con la conoscenza di Tony (Emory Cohen), un idraulico italiano Eilis riesce a trovare sé stessa e per la prima volta a stare bene. L’amore, ovviamente, è un fattore primario.

Il registra per me è riuscito a trasformare un ruolo abbastanza scontato in qualcosa di meravigliosamente fresco ed eccitante. Questa storia d’amore che nasce sullo “scontro” culturale tra una irlandese e un italiano conferisce al film una carica erotica che spiega perché Eilis pensa seriamente di mettere radici in un paese a lei non famigliare.

Almeno per un po ‘… Non dirò altro, vi consiglio caldamente di vedere questo fantastico film.

La domanda che scorre in questo film appassionante è: “Dove è casa? Una risposta che molti di noi che hanno lasciato le proprie terre si è posto almeno una volta. Per me, Brooklyn era senza dubbio la storia d’amore migliore e più accattivante in quel periodo, nel lontano 2015. Ma ieri sera, ha confermato il fatto che pur ormai vecchio di un paio d’anni, resta un film incantevole.

Questo film va in profondità nell’animo, quindi siate pronti ai lacrimoni.

Il Film è tratto da questo romanzo di Colm Tòibìn.

P.s.

“Ovunque tu sia, sarai sempre nel mio cuore Ely”.

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