Tibet.

Ciao a tutti o a chi leggere queste parole.

Il mio ultimo post sul Tibet (per chi lo volesse leggere) risale ormai al 30 marzo 2018 e di cose ne sono successe. Soprattutto quello che nessuno di noi si aspettava mai, una pandemia! Un evento che solo nei film pensavamo di poter vedere e “vivere”, di solito le due ore del film.

In ogni modo, è dal 2018 che viaggio per l’Asia, sono stato in Giappone è non basterebbero 30 articoli per descrivere il paese. Sono andato in Cina, voglio dire “la vera Cina” non il mostro tecnologico che è diventata, sono stato anche in Thailandia e sono stato un bel in Tibet.

Parlare di questo paese non è facile, per diversi aspetti rimane ancora oggi, uno dei pochi posti avvolto da un alone di mistero e di magia.


Ricordo che sono ritornato in Tibet il 4 gennaio 2020, eh già!! Giusto in tempo per vivere la “quarantena cinese” non mi esprimo oltre perché ho lasciato dei cari amici in Tibet e non vorrei crearli problemi. Diciamo così, il governo cinese è molto permaloso.

Ho pensato molte volte di scrivere articoli mentre viaggiavo e toccavo questi paesi così diversi tra loro. Ma non ho mai avuto la voglia di farlo, non so bene il motivo per il quale non ho voluto scrivere ma questo blog, l’ho aprì diversi anni fa, per far fronte a un lutto grave. Era uno spazio dove poter “non pensare”, dove poter scrivere qualsiasi cosa volessi, qualsiasi cosa mi passasse per la mente. Soprattutto, scrivere quando ne avessi voglia!

Difatti, potete accorgervi che non c’è un tema centrale nel Blog. Ci sono i puoi svariati articoli, delle volte do consigli su come studiare l’Inglese, altre volte ho scritto di libri o giochi e altre volte dei miei viaggi.  

Insomma, scrivo su cosa mi interessa in quel preciso istante.

Ma veniamo a noi, allora il Tibet.

Onestamente? non so da dove cominciare con il Tibet. Ho trascorso ben 6 mesi in questo stupendo paese, ed è stato ancora una volta uno dei miei ultimi viaggi più affascinante.

Il mio viaggio inizia da Kathmandu al confine cinese e poi dritti per Lhasa. Poche persone visitano il Tibet, sia per le molte restrizioni del governo cinese, sia perché la gente preferisce non “disconnettersi” ma incasinarsi di più.

Ovviamente, come ho sempre scritto qui nel blog, le cose che scrivo sui viaggi sono frutto della mia esperienza, non significa che dobbiate fidarvi di me, anzi, fatte le vostre ricerche.

Partiamo da una delle domande che mi hanno fatto più spesso quando sono tornato in Giappone.

È sicuro visitare il Tibet?

Per me è abbastanza sicuro. Le strade erano tutte in ottime condizioni e quasi prive di traffico. C’è una forte presenza di polizia ed esercito cinesi, sia visibile che “mascherata”. Potreste attraversare spesso punti di controllo con metal detector ma se hai tutti i documenti in regola non fanno problemi. Il Tibet è solitamente chiuso per gli stranieri ogni anno, da metà febbraio fino alla fine di marzo a causa delle forti nevicate e di diversi importanti eventi buddisti. Il permesso di viaggio per il Tibet è un documento che dovete avere, oltre altri documenti, come il permesso militare. Non preoccupatevi, tutti questi permessi sono gestiti dalla guida tibetana, è obbligatoria.

Qui ho descritto tutto.

Lhasa.

Ero di nuovo con il mio maestro cinese e abbiamo alloggiato per tutto il tempo in un tempio dei monaci tibetani. Ma, wow, rivedere il Potala Palace è stato qualcosa di incredibilmente ed emozionante.

In sei mesi ho avuto modo di vivere con i monaci, letteralmente rimmergermi nella loro cultura e osservare i molteplici aspetti positivi ma anche alcune tradizioni che da occidentale non ho ancora assimilato.

Potala Palace, Lhasa.

I monaci tibetani riconoscono nella meditazione la via principale per il loro obiettivo di acquisire l’illuminazione attraverso anni di addestramento continuo della mente per avere il controllo totale di se stessi. I monaci, che studiano e vivono nei monasteri tibetani, hanno una sala buddista o una camera speciale per la contemplazione, una sala tranquilla dove praticano la meditazione mentre cantano i mantra (canti) buddisti.

L’impatto della meditazione sulla cultura e lo studio buddista sono molto intensi e rendono i monaci molto sensibili al riguardo; pertanto gli estranei non sono generalmente autorizzati a partecipare completamente alla meditazione con i monaci tibetani. Avendo avuto la fortuna di poter vivere con loro, capisco il loro punto di vista.

Tuttavia, una visita ad alcuni monasteri come il monastero di Sera a Lhasa e il monastero di Tashilunpo a Xigaze offre agli stranieri un luogo tranquillo per poter meditare, se lo desiderano, insieme al pacifico canto buddista.

Una cosa che mi ha colpito molto in questo ulteriore viaggio, è la storia di Michael, uomo di 48 anni, di successo, abbastanza benestante e felice della sua vita, almeno all’apparenza. Soffrivano di ansia continua, disturbi digestivi, attacchi di panico e svariate altre patologie. Inoltre, cambiare di continuo donna non serviva a molto. Un viaggio in Tibet di 7 giorni, nel 2015, gli ha cambiato le prospettive di vita. Oramai, vive in Tibet dal 2019.

Ovviamente, non è un invito a fare come Michael o come me ma mi sentivo di scriverlo.

Sinceramente, passare sei mesi con loro è giovato anche a me a livello di salute e, ho risolto delle cose che mi trascinavo da tempo e anni di consulti medici non avevano risolto.

Vorrei aggiungere poche parole di conclusione, i monaci sono esseri umani come tutti ma vivono in questo mondo con un punto di vista totalmente opposto al nostro. Tuttavia, ammetto, ed è vero, che determinate conoscenze che hanno non le riveleranno mai.

Detto questo, quando sarà possibile tornare a viaggiare, vi invito a considerare questo paese. Magari non per mesi, ovviamente, ma un viaggio di 7/10 giorni lo merita.

Vorrei concludere con le parole di un monaco tibetano, ormai diventato un fratello per la vita.

“Disconnettersi con il mondo esterno, per riconnettersi con sé stessi”.

Si lo so, sembra la frase di uno di quei biscotti della fortuna che trovate nei ristoranti cinesi.

Ma credetemi se vi dico che quelle parole non sono state dette a caso.

Alla prossima raga.

Namaste.

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