Le tecniche di manipolazione sociale. Fake News di Enrica Perucchietti.

Oggi parlo di un libro che mi regalarono Fake news, tema scontate oggi giorno.

Il libro è stato scritto da Enrica Perucchietti, grande donna, grande giornalista e grande scrittrice.

La prima cosa che mi ha colpito fin da subito è stata la struttura del libro “FAKE NEWS” (Arianna Editrice) visto che segue il capolavoro di George Orwell 1984, il romanzo “Complottista” per eccellenza da cui è stato tratto il celebre concetto di Grande Fratello. Questa struttura permette di immergersi nel mondo orwelliano vivendo, così, l’esperienza “dall’interno”, come se si trattasse di un romanzo o un film. Il problema è che FAKE NEWS non parla di un mondo frutto di una mente molto creativa, ma della realtà che viviamo tutti noi ogni giorno.

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In 1984 di Orwell gli eventi si svolgono intorno al potente Ministero della Verità che ha un preciso compito: fare in modo che tutti pensino così come vuole lo Stato. Com’è possibile fare questo? Modificando completamente la storia e le informazioni riguardanti il passato, in modo che tutto sembri progredire in favore della volontà dello Stato. Ma questo non basta. È necessario modificare anche le parole (migrante, revisionista storico ecc) e, più in generale, creare una nuova lingua con cui si esprime l’individuo perché, per pensare, servono vocaboli e grammatica, e se quelli esistenti sono costruite in favore dello Stato, i cittadini non potranno che pensare a favore dello Stato. Avevo scritto sull’argomento in questi due articoli sulla “finestra di Overton” qui e qui.
Ora, sembra suggerirci implicitamente l’autrice, immaginate che tutto questo sia quello che alcuni potenti, molto potenti, stiano facendo a voi ogni giorno nella realtà che state vivendo, senza che ve ne accorgiate. E se anche in questo caso vi state chiedendo come ci riescono, la risposta è questa: perché vi stanno “cuocendo” con un fuoco così lento che vi risulta anche piacevole, almeno fino a quando non sarà troppo tardi.

Il “politicamente corretto”.

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Essendo stato fuori dalla vita occidentale per 3 lunghi anni e avendo avuto modo di vivere in altre realtà, mi sono reso conto della totale manipolazione mentale che la gente subisce, e per quanto mi riguarda, e talmente assuefatta da non rendersi conto della manipolazione che subisce ogni giorno.
È a questo punto che è possibile avvicinarci alla soluzione del nostro quesito iniziale, e cioè alla comprensione del perché di tutto questo interesse per le Fake News. Scrive l’autrice:

“Il ricorso a sempre nuovi neologismi creati ad arte permette di far sì che non siamo più noi a pensare con le parole ma siano le parole stesse a pensare per noi.

[…] il politicamente corretto e la neolingua rendono sempre più difficile non solo parlare e scrivere, ma addirittura pensare.

La neolingua politicamente corretta è una costruzione artefatta, burocratica; è un linguaggio per i fanatici dell’ideologia, che sta contagiando il mondo intero, imponendosi attraverso gli slogan e l’assuefazione mediatica.” [§ La costruzione della parola]”

Insomma, se il Potere vuole controllare gli individui in modo totale, deve spostare ciò che viene definito “reale” dal piano tangibile e materiale al piano immaginario costruito attraverso un linguaggio creato ad arte. A quel punto, il “range quantitativo” di Overton in grado di trasformare un fenomeno in “qualitativo” si muoverà sul piano immaginario costruito e, cioè, sull’ideologia dettata dal potere dominante identificabile attraverso ciò che viene ritenuto “giusto e savio” e, quindi, il politicamente corretto. Da questo punto di vista, diventa “ovvio” che quanto verrà affermato al di fuori dell’ideologia dominate e dal politicamente corretto verrà marchiato come “falso” o Fake News, in modo spesso automatico e inconscio, anche se in realtà, nei fatti, non si tratta altro che di una propria opinione dal valore qualitativo reale non diverso da quello del potere dominante.

Ci sarebbero un infinità di altre cose da dire e su cui riflettere attraverso questo illuminante (e coraggioso) libro di Enrica Perucchietti, ma oggi mi devo fermare qui. Vi invito a leggerlo perché vi condurrà su vette in cui è finalmente possibile respirare aria di libertà.

 

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Fake News

 

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