Note di viaggio, la mia avventura in Tibet.

 

Nel mio articolo “il Ritorno” ho delineato il perché non ho più curato il blog.
Alla fine dell’articolo ho accennato che avrei parlato del mio viaggio in Tibet ed eccolo qui.
Vanno fatte delle premesse.

  1. Tutto ciò che scriverò è la mia esperienza personale, sia in positivo che in negativo
  2. Andare in Cina e Tibet non è un viaggio che va affrontato alla leggera, le autorità cinesi non scherzano con i visti da avere per accedere a varie parti del paese.
  3. Vi servirà il TTB Permit (Tibet Tourism Bureau Permit o Tibet Entry Permit)
  4. Non sarà una guida sul Tibet o la Cina, su internet ce ne sono un sacco e anche ben fatte. Questa qui la ritengo ottima.

https://www.saporedicina.com/viaggio-in-tibet/

https://www.saporedicina.com/visto-per-la-cina/

  1. Quando parlerò della Cina in negativo tenete a mente che NON sarà un attacco al popolo cinese in sé, né alla loro cultura e storia.
  2. Se potete avere l’occasione visitate il Tibet, andate, una volta nella vita andrebbe fatto.
  3. Non sarà uno di quei racconti interminabili, ne ho visti svariati su internet dove raccontano praticamente tutto il viaggio e sono sicuro quasi nessuno avrà mai finito di leggere cosa avevano da dire. Quindi sarò breve e conciso mi preme di più far conoscere una certa realtà del Tibet.

 

 

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Inizierò a dire che il Tibet è stato davvero il viaggio e l’avventura della mia vita.

La storia e la cultura del Tibet sono ricche di leggende, di miti, di tanta sofferenza ma anche tanta calma, armonia e amore. La gente che ho incontrato era incredibilmente gentile e amichevole, nonostante l’attuale situazione in cui vivono e molti di loro non avessero letteralmente nulla di cui vivere. I paesaggi erano impressionanti e ti lasciavano senza fiato. Posso dire che sia stata un’avventura incredibile.

Un viaggio che mi ha dato tantissimo, mi ha fatto scoprire parti di me praticamente sconosciute, mi ha fatto superare certi limiti che avevo ma nello stesso tempo un viaggio che mi ha fatto capire quanto, sebbene in piena epoca informatica non conosciamo il nostro meraviglioso mondo, non conosciamo noi stessi e non conosciamo gli altri popoli.

Un viaggio che senza il mio attuale maestro e per l’occasione guida inaspettata del Tibet non sarebbe stato lo stesso. La possibilità di aver vissuto in un monastero tibetano e aver avuto modo di “conoscere” i monaci e monache tibetane e la loro assurda preparazione della mente e del corpo umano.

Un viaggio che dovevo fare per capire che il mondo dove siamo nati e siamo immersi non è il mondo “reale” e questo è stato uno dei miei maggiori ostacoli perché sono sempre stato un tipo razionale, matematico e scientifico, ho fatto studi economici/finanziari, insomma se non vedo non credo, e a volte anche se vedevo non ci credovo!!.

Bene il Tibet ha cambiato questa ottica della vita  e vedendo cosa sono in grado di fare certe monache e monaci tibetani mi sono chiesto: “dove ci hanno fatto vivere fino a ora?”.

Un viaggio fatto nell’anima di un paese fantastico e ancora oggi sconosciuto a noi occidentali se bene raccontato in film e libri, ma viverlo è tutta un’altra storia. Soprattutto vedere come i cinesi stanno sistematicamente tentando di distruggere la cultura e la storia del Tibet. Dove è proibito (sebbene le leggi dicano altro) di praticare la religione tibetana, dove ce del reale razzismo nei confronti dei tibetani, dove i bambini sono costretti a studiare il cinese e la cultura cinese, dove i dissidenti sono tenuti sotto controllo o in prigione, dove la presenza dell’esercito cinese è massiccia e per inciso se non volete che vi sequestrino cellulari e camere fotografiche non scattate foto ai militari o strutture militari.

E qui arriviamo alla nota dolente del viaggio, non so se tutti conoscono l’attuale occupazione cinese, il Tibet è una “regione autonoma” cinese. Ma nei fatti è una occupazione militare e la politica repressiva nei confronti delle tradizioni millenarie della popolazione, ne è una prova. Da decenni preoccupano analisti e sostenitori dei diritti umani. Ma negli ultimi mesi diverse organizzazioni hanno denunciato l’incremento dell’intransigenza cinese nei confronti delle libertà individuali della popolazione, soprattutto quelle riguardanti della religione tibetana. Da noi di Tibet se ne parla pochissimo e solo quando i vari capi di governo fanno a gara per avere il Dalai Lama e farsi fotografare con lui.

Devo ammettere che pur sapendo in precedenza dell’occupazione del Tibet non mi ero mai interessato a loro e francamente neppure me ne importava. Ma dopo quello che mi è successo e il cambio del mio stile di vita posso dire di aver “aperto gli occhi” su tante vicende da me ignorate.

Due giorni prima di partire, dopo un allenamento estenuante, ebbi una conversazione con il mio maestro. Non scriverò tutto ciò che siamo detti ma la parte più significativa, a mio avviso è questa qui.

“Come fai ad accettare tutto ciò, tu che sei un maestro di Kung fu, come fai ad accettare che i cinesi facciano questo?”, la sua risposta mi colpì molto, “Vedi figliolo, uno dei problemi che abbiamo nelle nostre società sta nella manipolazione della nostra mente (ne farò un articolo) da parte dei governi. Hai detto “cinesi”, io sono cinese, ma non accettato la conquista del Tibet, sono sempre stato contro l’invasione del Tibet e sono contro ogni tipo di conflitto. L’unico nemico che devi sconfiggere e quello dentro di te. Purtroppo, la mente umana è la parte di noi che non conosciamo e questo genera conflitti interni ed esterni. Per questo voglio portati in Tibet, coinvolgendoti comprenderei cosa succede dentro e fuori di te”.

Ho avuto modo di poter vivere sia la parte turistica del viaggio visitando Lhasa, potendo ammirare il Palazzo Potala, il Tempio Jokhang, Osservare il dibattito dei monaci al Monastero Sera, ho potuto Visitare il Monastero Samye, luogo di nascita del Buddhismo Tibetano, ho avuto modo di poter vedere e rimanere affascinato dal monte Everest. Insomma tutto ciò che farebbe un turista!! ma la mia immensa fortuna è stata quella di poter fare esperienza di altro, del Tibet non turistico di quel Tibet che forse in parte è solo stato descritto nel libro prima e nel film dopo “Sette anni in Tibet”.

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Devo dire che l’esperienza del Tibet non è una di quelle che dimenticherò. È stato uno di quei viaggi magici, quel tipo di viaggio che ti fa comprendere tantissime cose che noi diamo per scontate in occidente o in altre parti del mondo.

Credo che il Tibet sia per la maggior parte una esperienza spirituale e passatemi il termine, è una delle “illuminazioni dell’anima”, un viaggio che letteralmente cambia la tua vita. C’è un potere mistico nascosto nel paesaggio e nelle rughe dei volti delle contadine e contadini, c’è un senso di conoscenza e forza nei canti dei monaci e nel silenzio dei templi buddisti. C’è amore e armonia, passione e forza, c’è felicità e fede.

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È sarò sempre per un Tibet libero di vivere con le sue tradizioni e storia, libero di decidere senza l’ingerenza del governo cinese, libero di scegliere come confrontarsi in questo mondo.

Lascio la liberta a chi volesse approfondire  la storia del Tibet e la sua attuale situazione nei link qui sotto.

Namastè.

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Tibet

http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2017/03/18/news/cina_nuove_tensioni_in_tibet_dalai_lama_alcuni_funzionari_cinesi_non_usano_il_cervello_-160865006/

http://www.lepoca.org/tibet-ragioni-geopolitiche-occupazione-cinese/

http://www.mondi.it/almanacco/voce/383001

Link per il film e libro di ” Sette anni in Tibet” che ritengo veramente belli e il libro “Tibet” fantastico anche questo.

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https://www.amazon.it/sette-tibet-NumeriPrimi-Heinrich-Harrer-ebook/dp/B0098V471K/ref=as_sl_pc_qf_sp_asin_til?tag=recensieopini-21&linkCode=w00&linkId=0b8d3e4c09de17452703ad3c8cd4a2c6&creativeASIN=B0098V471K

 

 

 

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Tibet

 

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